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Giuseppe Nappi protagonista alla trasmissioni "Sconosciuti"

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Oggi abbiamo il piacere di intervistare Giuseppe Nappi, un ragazzo semplice, che è stato scelto per essere il protagonista di “Sconosciuti”  alla ricerca della felicità, una trasmissione televisiva che è andata in onda, martedì 4 novembre su rai tre verso le ore 20:10, prima dell’inizio della fiction “un posto al sole”. Cosa si prova ad essere protagonista di una trasmissione televisiva ? E’ emozionante, per me che sono di indole introversa e riservata non è stato facile raccontare la mia storia davanti alle telecamere e soprattutto sapere che andrà in onda su Rai Tre. Dico che sono stati bravi a convincermi perché c’era qualcosa di interessante da far notare e l’ho fatto pur sapendo che mi avrebbe toccato di nuovo il cuore parlare della mia terra, delle mie radici, di ciò che mi ha arricchito e di ciò che ho perso per sempre. Attualmente che lavoro stai svolgendo ? Io mi dedico come sempre alle attività agricole collaborando con un azienda agricola “Bio” avendo studiato agraria e alle tradizioni attraverso la divulgazione della musica popolare con il gruppo Paranza d’o Criscito e la costruzione delle tammorre, purtroppo quello dell’agricoltura e della cultura popolare sono due settori sottovalutati, quindi non è facile, bisogna essere caparbi e investire tante energie. Da cosa nasce il tuo amore per la natura e per le vecchie tradizioni ? La natura è quella che ci ha creato, tutto nasce da essa e muore essendo parte di un ciclo naturale noi stessi ne facciamo parte ma spesso lo dimentichiamo trasportati dai ritmi frenetici della quotidianità, tutto questo lo sento vivendola ogni giorno e coltivando sempre quella sensibilità che mi è stata donata e che mi rende un essere umano. La tradizione poi è qualcosa che affascina tutti, se ce l’hai e ti è stata tramandata o l’hai vissuta la ami non riesci a sciogliere mai questo legame. Secondo te perché si stanno perdendo le vecchie tradizioni, in particolare quelle contadine ? Le tradizioni contadine si stanno perdendo perché c’è stata una fase in cui i valori sono cambiati le campagne sono state abbandonate per un lavoro sicuro e meno faticoso. Ma è’ stato soltanto un periodo ed ora che siamo in deflazione ce ne stiamo accorgendo, stiamo perdendo ogni certezza e c’è un vuoto di valori. In questo vuoto c’è chi riesce a riconoscere che l’unica strada per riprenderci è proprio ripartire da quello che abbiamo in casa, le nostre ricchezze che sono l’agricoltura l’ambiente la cultura le tradizioni e i prodotti tipici che ci invidiano tutti. Per mantenere vive le vecchie tradizioni, iniziando dalla produzione di generi alimentari nelle campagne come si faceva un tempo, bisognerebbe prima risolvere il problema  dell’inquinamento che c’è nella terra dei fuochi, Quale potrebbe essere una soluzione per te ? Il rispetto per l’ambiente deve essere una prerogativa per chi vuol produrre prodotti sani e genuini.  Un ambiente poco salubre è un ambiente instabile, malato che deve essere bonificato, non c’è via di scampo. Ridare valore a un territorio cosi martoriato è d’obbligo anche per dare un futuro alle nuove generazioni. In base a ciò che ho studiato e a quello che ho vissuto nella terra dei fuochi c’è bisogno di un po’ di tempo per ristabilire la fertilità, quindi prima di coltivare dissennatamente prodotti destinati all’alimentazione umana bisognerebbe pensare anche ad altro. C’è una coltura dimenticata che ormai tutti conoscono per le sue proprietà terapeutiche, disinquinanti del terreno che dona fertilità e con le sue radici è in grado di smuovere e arieggiare la terra,  è resistente non ha bisogno di pesticidi e diserbanti, un tempo si usava per produrre fibra e tessuti, dai suoi semi si estrae un olio prezioso dalle straordinarie proprietà nutrizionali, è la coltura della canapa che in Campania era diffusissima.

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