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Marigliano, il padre del ragazzo rapinato: "Città allo sbando, Stato assente"

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Il padre del ragazzo, Ciro Gentile: "Giacomo voleva soltanto farsi una pizza con gli amici e la fidanzata. Soccorso da un parcheggiatore abusivo"
 
"Se non ci fossero stati un parcheggiatore abusivo e un metronotte mio figlio rischiava di morire dissanguato in strada". Ciro Gentile è il papà di Giacomo 27 anni, il ragazzo di Marigliano gravemente ferito da un rapinatore che gli voleva portare via la moto. Ciro Gentile, dipendente dell'Eav, vuole parlare. Vuole denunciare quello che è accaduto "perché non è possibile che avvengano queste cose e tutti devono sapere che c'è un ragazzo che rischia di morire per essere uscito a mangiare una pizza con gli amici e la fidanzata".

Come sta suo figlio?
"Giacomo è forte, i valori si sono stabilizzati. Gli hanno asportato la milza, ora deve passare un po' di tempo. Il problema è il polmone traumatizzato. Deve riprendere a funzionare regolarmente. Il proiettile l'ha sfiorato. La pallottola è entrata nel fianco poi, per fortuna, ha deviato la traiettoria, altrimenti non avrei più un figlio".

Chi ha lanciato l'allarme?
"Io l'ho saputo dalla mamma della sua fidanzata. La ragazza si chiama Sara, è sotto choc, ha dormito in auto per non allontanarsi. Era in moto con Giacomo. L'aggressione è avvenuta proprio qui davanti all'ospedale, eppure dal Loreto Mare i lavoratori della sanità non sono potuti intervenire perché c'è una legge che lo vieta. Per fortuna un parcheggiatore abusivo e un metronotte hanno preso una barella dell'ospedale e sono andati a prelevare mio figlio".

Perché è stato ferito?
"Gli volevano rubare la moto. Quella moto che ha comprato appena 15 giorni fa. Con il suo stipendio. Io ero contrario, l'ho fermato per 27 anni, ma meno di due settimane fa è arrivato a casa con la moto. Come poteva immaginare che si sarebbe imbattuto in un vigliacco pronto a uccidere per quell'oggetto? Mio figlio ha avuto la forza di gridargli in faccia: "Bastardo, ma che hai fatto? Mi hai sparato?". Questa città è allo sbando. Una parte del popolo napoletano andrebbe "sciolto", cancellato. C'è una minoranza che infierisce senza pietà sulla maggioranza di persone per bene. Non dovrebbe esistere un essere che impugna una pistola e decide se prendersi la vita di una persona. Come si può andare avanti, così, in una città come questa?".

Cosa chiede alle istituzioni?
"Devono prendere subito il responsabile e deve essere fatta giustizia. Ma vera giustizia, non vorrei che poi i colpevoli di questo atto vengano liberati subito. Purtroppo i cittadini si sentono indifesi. Abbandonati dallo Stato. Noi invochiamo sicurezza, ma ormai in questo Paese si tagliano le risorse alle forze dell'ordine e la polizia non può neanche mettere la benzina alle volanti".

Napoli come può reagire a questa violenza?
"Non lo so, non ho molte speranze. Chiedo al sindaco Luigi de Magistris di venire qui in ospedale da noi. Lo ritengo una persona per bene e sensibile. Sono certo che non mi deluderà: questa cosa è avvenuta nella sua città e vorrei che ci fosse vicino. Perché sarebbe un gesto importante per tutti noi, per tutta la comunità del Nolano che si è stretta intorno a Giacomo. Voglio dire a de Magistris che questa violenza va debellata. Per carità, non lo accuso di nulla, ma, ripeto, lui è il sindaco di questa città e mio figlio è stato ferito qui, in questa metropoli maledetta. Abbiamo un Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nato qui, ma neanche questo è servito a migliorare la situazione. Ma deve arrivare un momento per dire basta a tutto ciò. Oppure che dobbiamo fare? Andarcene tutti via?".

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