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L’arte dei carri: qualità bruscianese

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La Festa dei Gigli di Brusciano si distingue dalle altre per un particolare che la rende unica nel suo genere: la sfilata dei Carri Allegorici durante la settimana dei festeggiamenti. Questa caratteristica è insita nella Festa, con continuità storica, dal 1968 e consiste nella realizzazione di carri e nella vestizione di figuranti che, organizzati dallo staff dei vari Comitati, sfilano per il paese inscenando gli aspetti del tema prescelto da rappresentare. Già con la nascita della Festa, il popolo bruscianese aveva l’abitudine di festeggiare i giorni di fine agosto e la sfilata delle musiche con la realizzazione di carri senza tema. Questi, però, erano per lo più composti da pupazzi e persone travestite che, dall’alto del carro che precedeva la fanfara del Giglio, inneggiavano al divertimento e al proprio comitato. Inoltre la loro realizzazione era sporadica, in quanto non era regolamentata e vi era libera iniziativa dei vari comitati. Con il passare degli anni, in particolare con l’avvento degli anni ’60 del secolo scorso, il momento dei carri allegorici diventa una festa nella Festa. I vari comitati cominciano ad inquadrare le sfilate come un ulteriore arricchimento della Festa stessa, nonché come occasione per dimostrare la superiore abilità nell’organizzazione rispetto ad un altro gruppo. L’apprezzamento del popolo, non solo bruscianese, e l’ingresso nella Festa di giovani giglianti decreta il successo delle sfilate dei carri, che dagli anni ’60 diventeranno il momento artistico per eccellenza della Festa bruscianese. Fattore fondamentale di quest’affermazione sono state senza dubbio due figure ancora oggi, e a buon diritto, ritenute da tutti maestri indiscussi in questo settore: Pierino Sessa e Filippo Di Pietrantonio. Entrambi hanno introdotto quel senso del bello e del meraviglioso che li ha portati senza dubbio nella storia della Festa: mentre per decenni si sfidavano, negli anni d’oro con i rispettivi comitati Ortolano e Lavoratori, per raggiungere vette sempre più sorprendenti, l’ammirazione dei Bruscianesi era massima e l’orgoglio di stupirsi per tali meraviglie rendeva e, grazie ai loro insegnamenti, rende ancora oggi la settimana della Festa a Brusciano la più completa ed affascinante. «Realizzare i carri» afferma Pierino Sessa «è stato sempre un sogno, dove ho coinvolto anche la mia famiglia che, partendo da mio padre Carmine. La gioia più bella è stata introdurre la prima donna travestita, Maria Sodano, sui carri nel 1962 con il comitato “La grande caccia”. Ci siamo tolti molte soddisfazioni noi bruscianesi grazie a quest’arte, ma quella che mi emoziona sempre ricordare è la Piedigrotta napoletana del 1981 dove siamo stati premiati con pieno merito per il carro dedicato alla prima linea ferroviaria “Napoli-Portici”». Anche Filippo è pienamente d’accordo con l’ami- co Pierino: «La spettacolarità dei carri bruscianesi, trasmessa anche ai rivestimenti dei Gigli, ha affascinato moltissime generazioni di nostri compaesani e non solo. Basti ricordare che un anno, parlando con gente di No- la, fui onorato di sentire l’apprezzamento che provavano per le nostre sfilate, che non esitavano a definire veri e propri film all’aperto». L’evoluzione dei tem- pi ha investito anche questo settore: se prima i carri sfilavano senza musica il sabato sera precedendo le fanfare, oggi sono ancora più emblematici del passato, tanto da meritare due giorni della settimana solo per loro: il giovedì ed il venerdì. Per Pierino e Filippo, che continuano ancora a collaborare con la loro passione, questo momento resta l’incanto della Festa, capace di coinvolgere i giovani e ricreare ogni anno quella magia che un tempo era regola e oggi necessità. Oltre ai già citati maestri Pierino e Filippo, nella storia dei carri si annoverano tanti altri caparbi bruscianesi che hanno contribuito all’elevazione di questo aspetto: per il passato Francesco De Falco, Bernardo Buonaura e Carmine D’Amore (‘o vecchio). Oggi quest’arte è gestita dalle nuove generazioni rappresentate da Pasquale Terracciano, Luigi Romano e Carmine Belfiore, Di Maiolo Antonio, Romano Antonio, Ruggiero Giuseppe, Di Falco Salvatore e Turboli Federico.

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